Ecolibera: la casa senza bollette che ti ricarica l’auto elettrica | BusinessInsider

  • 22 Novembre 2019
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Ecolibera è la prima casa totalmente autosufficiente dal punto di vista energetico, e permette ad una famiglia di 4 persone un risparmio di almeno 120 mila euro in 30 anni.

Una casa completamente autosufficiente dal punto di vista energetico – quindi senza più bollette di energia elettrica e gas –, sia in inverno che in estate, e non solo: è anche in grado di produrre talmente tanta energia da ricaricare fino a 2 veicoli elettrici che possono percorrere 40 mila chilometri all’anno. Questa è Ecolibera, e per l’esattezza stiamo parlando della prima versione “full optional” costruita nei mesi scorsi ad Asti, a solo un’ora da Milano.

 

Abbiamo installato tutti gli impianti necessari per azzerare non solo le bollette di luce e gas, ma anche il costo dei carburanti per le autovetture”, spiega Pierpaolo Zampini, fondatore e CEO insieme a Dario Mortini di Finlibera, la società milanese che ha ideato il progetto.

 

ZEB e case passive, le altre soluzioni

 

Oggi si parla spesso di case in classe A come del “non plus ultra” per quanto riguarda gli edifici ad alta efficienza energetica, ma in realtà, già da diverso tempo, il mercato offre soluzioni alternative ancora più performanti come le case ZEB (Zero Energy Building), termine coniato dalla Commissione Europea che identifica edifici a bassissimo consumo energetico il cui fabbisogno minimo viene soddisfatto al 100% da fonti rinnovabili (ad esempio, pozzi per energia geotermica), oppure le case passive, in grado per la maggior parte del periodo invernale di riscaldarsi attraverso l’irraggiamento solare dalle finestre e con il calore di elettrodomestici e persone presenti al suo interno.

Secondo Zampini, la sua Ecolibera supera di gran lunga anche queste due valide soluzioni:

La differenza con una normale casa in classe energetica A è abissale. È abissale persino la differenza con una casa ZEB (Zero Energy Building) o una casa passiva. Semplicemente le case di cui sopra si ‘limitano’ ad abbassare o azzerare il fabbisogno energetico per il riscaldamento e il raffreddamento della casa. Mentre una casa Ecolibera, essendo energy plus, non solo produce tutta l’energia necessaria per il riscaldamento e il raffrescamento, ma produce anche tutta la corrente elettrica utile a far funzionare tutti gli elettrodomestici, gli impianti, l’illuminazione e soprattutto per ricaricare 2 veicoli elettrici che, assieme, consumano molto più dell’intera casa. Una casa totalmente a zero emissioni quindi, anche per muoversi“.

 

Ecolibera per tutti, ma attenzione alla montagna

 

Ovviamente per poter funzionare al meglio e quindi in modo del tutto stand alone, una casa Ecolibera deve essere costruita in zone dove non ci sono montagne, ombre di palazzi circostanti o alberi troppo alti e vicini. Detto questo, Finlibera opera in tutta Italia ed è stato calcolato che una casa Ecolibera può essere costruita sul 90% del territorio edificabile nazionale posto al di fuori dei grandi centri urbani.

E se un cliente volesse realizzare una Ecolibera in un paese di alta montagna? Allora potrebbe andare incontro a qualche problema.

È possibile che nelle zone montane – spiega Zampini –, quando la neve si accumula per giorni o settimane, la produzione si azzeri per troppo tempo, quindi in quei casi è indispensabile il collegamento alla rete elettrica o un sistema di backup, un generatore ausiliario”.

Ma il progetto Ecolibera è nato per evitare di prelevare energia elettrica dalla rete, anche d’inverno, entro certi limiti, ovviamente.

L’energia prodotta non è infinita – spiega Zampini – e d’inverno occorre comunque non sprecarla”.

Collegamento obbligatorio alla rete (non è per forza un male)

Oggi la normativa obbliga il collegamento dell’abitazione alla rete al fine di ottenere l’abitabilità, ma è consentito chiedere successivamente la rescissione del contratto con il gestore di fornitura energetica e chiedere un “prelievo dedicato” al GSE per la sola energia immessa in rete. Una soluzione che, però, non è al momento particolarmente conveniente in termini economici, inoltre, come evidenzia Zampini,

finché la normativa non ci consentirà di vendere l’energia prodotta in più ai vicini di casa, ci conviene vederla alla rete piuttosto che buttarla via. Non sempre infatti riusciamo a consumare tutta l’energia che produciamo, tutte le ore del giorno, tutti i giorni dell’anno. La rete inoltre ci tutela in caso di malfunzionamenti (rarissimi) che potrebbero capitare durante i decenni di vita degli impianti. In alternativa, qualora ci si volesse totalmente scollegare da subito dalla rete è possibile, con un generatore di backup. Con lo scambio sul posto invece, cediamo l’energia prodotta in più e non abbiamo bisogno di un generatore di backup in caso di problemi. La bolletta – conclude Zampini – viene comunque “neutralizzata” dalla rendita dell’energia prodotta in più. Quindi la casa Ecolibera è da subito una casa a bollette zero e carburanti zero, anche per la mobilità“.

Quanto costa

Per un’abitazione di circa 120mq commerciali, il costo è di circa 2.000 €/mq, chiavi in mano, compreso tutto, anche l’antifurto, la video sorveglianza, i pannelli, l’accumulo, le fondazioni e la progettazione. Per case di metrature più grandi il costo al mq scende fino a circa 1.500mq per una casa di 400mq commerciali. Il costo in più rispetto ad una casa “tradizionale” è dato dal fotovoltaico e dall’accumulo. Si parla di circa il 5% in più, che Finlibera assicura viene recuperato in circa 5/6 anni.

C’è anche l’opportunità di ottenere il 50% di contributo statale su fotovoltaico e accumulo risparmiando anche oltre 25 mila euro. “Sconto” applicato immediatamente e non più in 10 anni come avveniva prima”, spiega Zampini.

Senza più bollette di luce e gas. Quindi, concretamente, quanto andrebbe a risparmiare, ad esempio, una famiglia di quattro persone in una villetta Ecolibera di 120 mq realizzata nell’hinterland milanese? Dalle proiezioni che ci ha fatto avere Finlibera (v. tabella sotto), a fronte di un costo di acquisto iniziale più alto (270 mila euro contro 250 mila rispetto ad una casa classe G), in 30 anni si andrebbero a risparmiare circa 120 mila euro: 45 mila euro per i costi dell’energia elettrica e 75 mila euro per il gas, il tutto evitando di immettere nell’aria 177 mila kg di emissioni di Co2, e 400 g di emissioni di polveri sottili PA.

 

E la manutenzione? Essendo Ecolibera scollegata dalla rete del gas, non è necessaria alcuna revisione obbligatoria di alcuna caldaia. Inoltre gli impianti sono tutti elettrici e garantiti almeno 10 anni, sia la pompa di calore che l’inverter che gli accumulatori Tesla, mentre l’impianto fotovoltaico è garantito fino a 30 anni.

Ciò vuol dire – spiega Zampini – che mediamente gli impianti possono durare tranquillamente anche 15 anni e il fotovoltaico anche 40. Con un tetto abbastanza inclinato non è nemmeno necessaria la periodica pulizia dei pannelli fotovoltaici, se non di rado, dopo molti anni”.

 

FONTE : LINK

Ufficio stampa e PR: info@patriziadesantopr.it

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